giovedì, maggio 22

“Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione”. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all’assemblea di Confindustria. “Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare” ha aggiunto. “È un solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione”. “Solo gli impianti nucleari” ha detto il ministro “consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione”. Il ministro ha anche messo in luce la necessità di definire “una strategia energetica nazionale contenente priorità, indirizzi e strumenti di attuazione per il breve e il lungo periodo” e che sarà sottoposta a pubblica consultazione attraverso una Conferenza nazionale per l’energia e l’ambiente”. Scajola ha ribadito la necessità di “ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi”.Parlando più in generale di energia, Scajola ha ricordato che “l’obiettivo della crescita non può essere conseguito senza affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità” la questione, anche alla luce della “particolare vulnerabilità dell’Italia”. Il Paese ha bisogno di energia “a costi competitivi, in quantità adeguate e in condizioni certe: la bolletta energetica pesa per 60 miliardi di euro e rende negativa la nostra bilancia commerciale”.Il ministro ha spiegato che “bisogna agire con forza lungo tre direttrici: diversificazione, infrastrutture e internazionalizzazione”. Per raggiungere gli obiettivi e “rilanciare gli investimenti semplificheremo gli iter autorizzativi, promuoveremo il dialogo con il territorio, premiando con incentivi e iniziative di sviluppo le popolazioni interessate ai nuovi insediamenti”. E in questa azione, sarà consentita anche la possibilità di “estendere l’uso dei termovalorizzatori per la produzione di energia, ottimizzando il ciclo dei rifiuti”. “Ereditiamo inefficienze e ritardi, accumulati negli ultimi 20 anni dall’ultimo piano energetico nazionale: è ora di voltare pagina”, ha proseguito annunciando una “strategia energetica nazionale” che “sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale per l’energia e l’ambiente”. L’annuncio del ministro ha suscitato subito reazioni contrastanti. Tra gli entusiasti, l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti, che ha dato subito la disponibilità della sua azienda a fare la sua parte. “Siamo pronti ed effettivamente la durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile”, ha spiegato. Di segno opposto il commento di Ermete Realacci, ministro ombra dell’Ambiente. “Non si può tornare al nucleare - ha sostenuto - perché è una scelta costosa e ideologica. è come l’articolo 18, e sappiamo com’è finita quella battaglia”. “Il nucleare è una scelta sbagliata perchè è antieconomica, vecchia e pericolosa”. Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, esponente dei Verdi che ha aggiunto: “L’energia atomica da fissione non ha risolto i gravissimi problemi delle scorie radioattive e dei costi enormi. Questi problemi hanno già portato importanti paesi europei come Svezia, Germania ed Olanda ad uscire dal nucleare e a puntare con forza su energie pulite, rinnovabili e sicure”.